I lavoratori autonomi sono soggetti ad un rischio di infortuni con lesioni invalidanti o mortali maggiore rispetto ad altre categorie.

Alcuni esempi di infortuni mortali:

   lavoratore autonomo che esegue delle operazioni di manutenzione su un ascensore di un albergo: terminati i lavori e riattivato l’impianto, il lavoratore si porta all’interno del vano di scorrimento del contrappeso per raccogliere degli attrezzi utilizzati in precedenza e dimenticati. In quel frangente l’ascensore viene messo in moto provocando la discesa del contrappeso che schiaccia il lavoratore nella regione addominale provocandone il decesso.

  lavoratore autonomo che accede, con l’uso di una piattaforma auto sollevante, alla copertura di un capannone che presenta infiltrazioni d'acqua. Il committente ha dichiarato dopo l’infortunio che il lavoratore doveva solo valutare l’entità dell’anomalia e preventivare i lavori. Di fatto sul tetto è stata trovata una bombola di GPL con guaina bituminosa srotolata che fa presupporre invece l’inizio dei lavori e quindi lo sbarco dalla piattaforma sulla copertura. Essendo il tetto non portante, e non essendo stati approntati percorsi attrezzati per camminare e stazionare in sicurezza sul coperto, l’infortunato ha sfondato la copertura precipitando al suolo, urtando contro elementi metallici in lavorazione.

   lavoratore autonomo che si appresta alla sostituzione di una lampada di emergenza posta sopra un portone all'interno di un maglificio ma vicino alla verticale della lampada c’è una macchina da maglieria che non permette l'utilizzo di un trabattello e lo spazio interno al laboratorio non permette l'accesso ad una PLE. Il lavoratore decide allora di utilizzare una scala a pioli che però deve posizionare con un'inclinazione superiore a quelle previste dalle buone prassi per poter scavalcare la macchina. Sale sulla scala senza vincolarla o farla trattenere al piede da altro operatore pur essendo questa particolarmente inclinata. Quando si trova nella posizione di lavoro, ad un'altezza di circa 4 metri, la scala scivola via e lui cade a terra sbattendo sulla pavimentazione. La scala era marcata CE e a norma. Il lavoratore non indossava il casco durante il lavoro.

       Utilizzo improprio del lavoratore autonomo: in quali situazioni il lavoratore autonomo non è di fatto tale? E quindi in caso di infortunio possono esserci delle responsabilità del Committente?

 ·         inidoneità appalto: “quando un committente affida la realizzazione dei lavori ad un Lavoratore Autonomo pur sapendo che, data la tipologia dei lavori affidati, lo stesso dovrà necessariamente avvalersi di altro personale (lavoratori autonomi e/o altre imprese);

 ·         prestazione di manodopera: quando il Lavoratore Autonomo viene impiegato da un’impresa come mero prestatore di lavoro;

 ·         società di fatto: quando il Lavoratore Autonomo ottiene in appalto un lavoro che da solo non sarebbe in grado di portare a termine e, quindi, chiama in suo aiuto altri lavoratori autonomi”.

 

 

 

Indicatori che possono far presumere la non genuinità del lavoro autonomo:

 

·         - inadeguatezza dell’elemento organizzativo e strumentale. Cioè va provato il possesso e/o disponibilità di macchine e attrezzature ‘consistenti’ quali ponteggi, macchine edili ecc.;

 

·        -  monocommittenza;

 

·         - l’esecuzione di fasi fondamentali del ciclo produttivo”.

 

 


2018-10-01 12:00:01