È consuetudine per le aziende affidare a ditte esterne lavori di installazione e manutenzione di impianti e attrezzature slegate dalla propria attività lavorativa.

C’è una regola generale, che spesso viene dimenticata, sulla responsabilità civile verso terzi sia a livello privato che aziendale. In quest’ultimo caso il problema è doppio: l’azienda crea un danno ad una persona che a qualsiasi titolo si trova all’interno della stessa e la ditta appaltatrice che è causa dell’evento dannoso. In entrambe le situazioni a livello civile una assicurazione RCT può essere la soluzione. Da inserire la clausola di “non rivalsa” per evitare quello che spesso succede con l’INAIL la quale paga l’infortunato ma se l’incidente è imputabile al non rispetto delle norme di sicurezza di legge fa rivalsa sui responsabili aziendali della sicurezza.

Ma c’è un altro evento da considerare: l’infortunio di un dipendente della ditta appaltatrice durante l’attività specifica. In questo caso il Committente può essere chiamato in causa?  

Secondo quanto previsto, ad oggi, dal comma 1 dell’art. 26 del D. Lgs. n. 81/2008, in un appalto interno e cioè in un appalto che deve essere svolto all’interno di una azienda o di una sua unità produttiva oppure nell’ambito del suo ciclo produttivo:

 

“Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:

verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione. La verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità:

1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;

2) acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445”

Per cui, per dimostrare di avere rispettato le disposizioni di legge in materia di salute e di sicurezza sul lavoro è sufficiente, fino alla data di entrata in vigore del decreto di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, che ad oggi non è ancora stato emanato, che il committente / datore di lavoro acquisisca per ogni ditta appaltatrice il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio e una sua autocertificazione che è sostanzialmente una dichiarazione da parte del datore di lavoro della ditta appaltatrice,  fatta sotto la propria personale responsabilità nel caso di false dichiarazioni, di possedere i requisiti richiesti.


2018-10-11 17:22:40