Le campagne pubblicitarie delle aziende che producono farmaci per la cura delle lombalgie evidenziano la diffusione del problema.

Le lombalgie sono provocate da usura (es. spostare con frequenza pesi), da posture scorrette protratte nel tempo (es. lavoro al computer), dalla mancanza di attività fisica (indebolimento muscolare) e dall’invecchiamento delle persone.

Sappiamo che i rischi correlati alla movimentazione manuale dei carichi sono ampiamente diffusi in molti comparti lavorativi malgrado la continua evoluzione tecnologica nel mondo del lavoro. Le patologie muscolo-scheletriche in generale, specificatamente quelle afferenti la colonna vertebrale, sono diventate una problematica di significativa importanza oltre che di ampia diffusione, con risvolti psico-sociali, economici e medico-legali, sia nella popolazione generale, che in quella lavorativa. Ed è ampiamente dimostrato che il sovraccarico biomeccanico al rachide, ovvero la ripetuta sollecitazione meccanica della colonna vertebrale, e principalmente di quello dorso lombare, a seguito essenzialmente di attività di movimentazione manuale di carichi, possa indurre alterazioni degenerative anche irreversibili. Queste patologie sono tra le principali ragioni di non idoneità o idoneità con prescrizione da parte dei medici competenti.

 

La colonna vertebrale è una struttura complessa, costituita da differenti elementi e i principali sono rappresentati dalle vertebre, dai dischi intervertebrali, oltre che da muscoli e legamenti, con funzioni di sostegno e movimento ma anche di protezione delle strutture nervose. La colonna presenta quattro curve fisiologiche (2 lordosi e 2 cifosi) ed è in grado generalmente di sopportare carichi notevoli.  In particolare ogni elemento svolge una funzione ben precisa, ma specificatamente le vertebre hanno funzione di sostegno, inserzione e protezione degli altri elementi ed i dischi intervertebrali oltre a connettere i corpi vertebrali, funzionano da cuscinetti capaci di assorbire e distribuire gli stress meccanici. Il disco intervertebrale, costituito da un nucleo gelatinoso rivestito da un anello fibroso, è in grado di sopportare carichi anche notevoli, deformandosi a seguito dello stimolo meccanico e recuperando dimensioni e forma originari con la cessazione dello stesso. Se tuttavia viene sottoposto ad un carico eccessivo, con superamento dei limiti di tolleranza, è possibile l’instaurarsi a carico del disco, di processi degenerativi che in prima analisi determinano la comparsa di dolore. Con l’invecchiamento si assiste ad un “decremento nella resistenza ed elasticità del disco intervertebrale, con conseguente progressiva perdita della capacità da parte dello stesso, di fungere da vero e proprio elemento ammortizzante interposto fra le vertebre. E l’invecchiamento del disco viene poi accentuato dall’effettuazione di sforzi eccessivi e dalla vita sedentaria, oltre che dalla movimentazione dei carichi e dall’assunzione di posture fisse.

 

Le patologie della colonna vertebrale:

  • artrosi: dolore locale causato dalla presenza di protuberanze ossee che si formano sul bordo della vertebra (becchi artrosici). Se questi comprimono un nervo, determinano la comparsa di formicolii e dolori nel territorio di innervazione di quel nervo;
  • ernia del disco: si origina quando la parte centrale del disco intervertebrale (nucleo polposo), attraversa l’anello fibroso che lo racchiude, fuoriuscendo dal disco e provocando la compressione dei nervi spinali, con dolore irradiato alla schiena (lombalgia) e alla gamba (sciatica);
  • lombalgia acuta (o colpo della strega): è caratterizzata da dolore acutissimo per una reazione immediata dei muscoli e altre strutture della schiena, a seguito di modalità di movimentazione scorretti o sovraccaricanti. Compare nel giro di poche ore e va considerata come infortunio se è correlabile con l’attività lavorativa.

CONCLUSIONE.

Tutti gli organi del ns. corpo sono soggetti ad usura ed invecchiamento. Nel caso della “struttura” cioè l’insieme di ciò che ci permette di stare eretti, muoverci, piegarci, ruotare, ecc. dobbiamo, nella vita di tutti i giorni, tenere presente:

-          non confondiamo sport con salute. Lo sport è usura, il movimento è salute;

-          ascoltiamo il ns. corpo e cerchiamo di capire il motivo dei piccoli fastidi per anticipare problemi più gravi;

-          eseguiamo regolarmente esercizi fisici che diano tono (ginnastica a corpo libero e piccoli pesi) e allungamento (stretching) ai ns. muscoli;

-          siamo fatti di tante parti per permetterci una grande mobilità (dal collo alle dita dei piedi) quindi dobbiamo dedicare tempo ad ognuna di esse con il passare degli anni e nel caso svolgiamo attività lavorative che portino a squilibri significativi.


2018-12-20 15:38:20