La norma classifica le maschere in FFP1, FFP2, FFP3

Ritengo di fare cosa utile nel ricordare che ci sono vari tipi di maschere: il numero 1 / 2 / 3 sta ad indicare la capacità filtrante (3 è il massimo). Ora, per stare sul pratico / semplice, più la maschera filtra, più la trama del tessuto deve essere fitta, più si fa fatica a respirare (se indossata correttamente cioè perfettamente aderente al volto). I virus non sono grandi come una zanzara (hanno dimensioni di 0,3 / 1,5 micron e per vederli serve il microscopio ottico. Per far capire, le pericolose polveri sottili più fini hanno una dimensione di 2,5 micron). La soluzione non è quindi la mascherina (che serve solo per gli infetti: se fanno uno starnuto nebulizzano l’aria con virus anche a 10 m di distanza) ma: lavarsi bene le mani, non toccarsi le mucose (es. occhi), tenere una distanza di sicurezza evitando luoghi affollati, rafforzare il proprio sistema immunitario, incrociare le dita sperando di avere un po’ di fortuna nei confronti dell’agente patogeno (regalo questo di Madre Natura).

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Per stare sul tecnico: “I DPI per la protezione specifica delle vie respiratorie da agenti biologici, quali facciali filtranti e filtri da collegare sulle semimaschere o sulle maschere a pieno facciale, sono caratterizzati da una certificazione di Tipo emessa dall’Organismo Notificato che attesti la marcatura CE come dispositivo di protezione individuale in III categoria secondo la Direttiva 686/89 CE e attesti la protezione da agenti biologici del gruppo 2 e 3, ai sensi della Direttiva 54/2000 CE” .


2020-02-28 12:07:29